Agli Oscar c'è andato già molto vicino con i suoi tre precedenti lungometraggi, che hanno tutti riscosso attenzione e rispetto dal pubblico e dalla critica (Billy Elliot - 2000, The Hours - 2002, The Reader - A voce alta - 2008) e che gli sono valsi la candidatura come miglior regia, e chissà che non sia questa la volta buona per il regista britannico Stephen Daldry di portare a casa l'ambita statuetta.
Il film in questione, che uscirà negli Stati Uniti il 25 dicembre e nel resto del mondo a partire dal 20 gennaio 2012, si intitola Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close) ed è la trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo dello scrittore statunitense Jonathan Safran Foer, pubblicato nel 2005, che è stato uno dei primi ad affrontare il tema degli attacchi terroristici dell'11 settembre e uno di quelli che meglio hanno raccontato lo spirito della New York post Torri Gemelle.
La storia è quella di un ragazzino di nove anni, Oskar Schell (interpretato dall'esordiente Thomas Horn, vincitore di un quiz tv americano), che perde il padre nell'attentato del World Trade Center e inizia a vagare per le strade della città nel tentativo di trovare qualcosa da aprire con una chiave trovata casualmente nel magazzino del genitore. La narrazione è intervallata dalle lettere dei nonni che narrano l'infanzia a Dresda, l'inizio della guerra e la loro nuova vita a New York, e dalle fotografie scattate dal ragazzino che ci consentono di vedere quella realtà disastrata con i suoi occhi.
Il cast del film è davvero impressionante perché annovera Tom Hanks e Sandra Bullock (padre e madre del ragazzino), Max von Sydow (il nonno), e ancora John Goodman, James Gandolfini, Viola Davis e Jeffrey Wright. Come supporto poi ad una regia che è già una certezza c'è uno staff che comprende lo sceneggiatore statunitense Eric Roth e il direttore della fotografia Chris Menges.




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