Bob Dylan: non ti azzardare a perderlo!

Concerto a Milano di uno dei più grandi artisti del secolo

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Bob Dylan

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Bob Dylan: non ti azzardare a perderlo!. Con la sua quarta tappa del tour 2011, ieri sera, all'Alcatraz di Milano, Bob Dylan ha mostrato al pubblico che i 70 sono solo un numero e che il vero talento non tramonta mai.

I brani eseguiti dal grande Dylan hanno spaziato dai più recenti, Forgetful Heart (2009, Together Through Life) e Thunder on the Montain (2006, Modern Times), passando per  Tangled Up

in Blue e Simple Twist of Fate (1975, Blood on the Tracks), per giungere, immancabilmente, ai pezzi storici Like a Rolling Stone (migliore canzone rock di tutti i tempi) Highway 61 Revisited e

Ballad of a Thin Man (1965, Highway 61 Revisited che è riconosciuto come uno dei più grandi album della storia del rock & roll).

Bob Dylan ha una lunga carriera alle spalle, non solo come cantautore e musicista, ma anche come scrittore, pittore ed attore. Una figura artisticamente poliedrica la sua, che l'ha portato ad essere insignito di autorevoli onorificenze come il premio Pulizer (2008) e il rango di Commandeur des Arts et des Lettres.(1990).

Dylan iniziò la sua carriera come musicista folk nel 61, ispirato da Woody Guthrie e Pete Seeger (cantautori di protesta contro il Maccartismo degli anni '40), e divenne sostenitore dei movimenti per i diritti civili al fianco della cantante Joan Baez, icona del pacifismo e del movimento contro la guerra nel Vietnam. Nonostante fra i due ci fosse stato solo una fugace relazione, Dylan la dipinse sempre come la donna della sua vita.

“Le canzoni folk sono colme di […] sentimenti molto profondi. [...] C'è più vita reale in una sola frase di queste canzoni di quanta ce ne fosse in tutti i temi del rock'n'roll. Io avevo bisogno di quella musica” (Bob Dylan).

In questo periodo uscì l'album The Times They Are a-Changin' (1963), considerato un vero e proprio manifesto della canzone politica e di protesta.

Tuttavia, ben presto, dimostrando un'acuta insofferenza alla pressione esercitata dalla società, e sentendosi manipolato dal movimento folk, decise di allontanarsi da quella scena per dedicarsi al rock, espressione musicale meno politicizzata.

Con il singolo Like a Rolling Stone Dylan segnò il suo primo punto di svolta, destando sentimenti misti tra i suoi fan. Si liberò da quella posizione di idolo e profeta che non ha mai voluto, per sentirsi, invece, libero di seguire la propria strada.

Primo punto di svolta, questo del '65, perché nella vita del cantautore si susseguiranno altri momenti in cui si allontanerà dalla scene per ricercare il proprio angolo di libertà: “Quando ebbi l'incidente motociclistico... mi rialzai per riprendere i sensi, realizzai che stavo solo lavorando per tutte quelle sanguisughe. Non volevo farlo. In più avevo una famiglia e volevo solo vedere i miei bambini”.

Ennesimo cambiamento fu l'avvicinamento al cristianesimo, alla fine degli anni settanta, quasi a voler trovare un equilibrio tanto cercato e mai pienamente raggiunto. Questa sua “rinascita cristiana” raccolse dissensi sia fra i fan che fra i colleghi musicisti, alla canzone Gotta Serve Somebody (Qualcuno lo devi servire), John Lennon rispose con l'incompiuta Serve Yourself (Servi te stesso).

Il rapporto tra Dylan e la religione suscitò un intenso dibattito tra fan e critici: “Io trovo religiosità e filosofia nella musica […] Non seguo ne rabbini ne evangelisti. Ho imparato più dalle canzoni […] Le canzoni sono il mio verbo. Io credo nelle canzoni” (Bob Dylan).

Bob Dylan è uno spirito libero, una presenza totale, che, anche nei momenti di assenza, riesce comunque a far parlare di sé. La sua musica riesce a portare il pubblico ad immedesimarsi nelle emozioni che prova l'artista. E per quanto lui abbia sempre dimostrato una decisa iconoclastia. è e resterà per sempre un'icona della musica del ventesimo secolo.

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