Chi ha visto al cinema il recentissimo Habemus papam di Nanni Moretti, non potrà non aver riconosciuto nel ruolo del papa Michel Piccoli, senza però forse ricordarne tutti i successi. Ecco quindi un rapido approfondimento su questo importante personaggio della scena cinematografica.
Nato a Parigi nel 1925 da madre francese e padre italiano, entrambi musicisti, che emigrarono in Francia con l'avvento del fascismo, a soli quindici anni inizia a frequentare una scuola di recitazione dopo essere stato da anni spedito in collegio. Di carattere introverso, inizierà da qui una gavetta che lo condurrà al cinema solo nel 1945 con il film di Christian-Jacque, Sortilèges.
Col tempo si accorgerà di lui il grande regista spagnolo Luis Bunuel con il quale collaborerà tra il '56 e il '74, ossia nella fase più surrealista della sua produzione. I grandi registi francesi, autori della Nouvelle vague come Chabrol, Lelouch e Sautet, iniziano a fargli la corte e l'italiano Marco Ferreri ne fa un simbolo "testosteronico" in quanto uomo energico, maschio, intelligente, dotato di un bell'aspetto e di un'innata capacità recitativa, mai sterilmente intellettuale. Il suo riconoscimento più importante lo otterrà nel 1980 vincendo la Palma d'Oro a Cannes come migliore attore per Salto nel vuoto di Marco Bellocchio.
Grande interprete del cinema europeo, sorta di Gassman o Mastoianni del cinema francese, è passato dai ruoli più tipicamente introspettivi e borghesi a quelli più estremi, al limite dell'onirico e dell'ossessivo. La sua elevatura e il suo spessore la danno anche le sue amicizie tra le quali ricordiamo Simone Signoret, Yves Montand e i filosofi Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir. Capace di ottenere il massimo dei risultati con il minimo delle sottolineature è riuscito ad affrontare i temi più ostici sfruttando ironia ed autoironia, dando vita ad una miriade di indimenticabili ed irrisolti personaggi. Attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico d'oltralpe con un curriculum lunghissimo e prestigioso che vanta molti tra i più importanti successi del secolo scorso, Piccoli ha saputo mantenersi egregiamente nel panorama internazionale dell'ultimo decennio, nonostante l'età ormai avanzata, venendo trascinato dall'anziano regista portoghese Manoel de Oliveira nei suoi viaggi introspettivi. E' stato sposato con l'attrice svizzera Eléonor Hirt, dalla quale ha avuto l'unica figlia Anne-Cordélia, mentre sul finire degli anni '60 si è sposato in seconde nozze con l'attrice e cantante francese Juliette Gréco dalla quale ha divorziato nel 1977. Politicamente impegnato, l'attore ha più volte espresso il suo sostegno al Partito Socialista Francese, dissentendo energicamente dal partito di etrema destra.
Ecco a voi alcuni dei film più rappresentativi in cui è stato diretto dai più illustri registi del panorama europeo.
Manoel de Oliveira (Belle toujours - Bella sempre - 2006, Specchio magico - 2005, Ritorno a casa - 2001, Parole e utopia - 2000, Party - 1996)
Luis Bunuel (Il fantasma della libertà - 1974, Il fascino discreto della borghesia - 1972, La via lattea - 1968, Bella di giorno - 1067, Il diario di una cameriera - 1964, La selva dei dannati - 1956)
Jean-Luc Godard (Il disprezzo - 1963, Passion - 1982)
Marco Ferreri (Dillinger è morto - 1969, L'udienza - 1971, La cagna - 1972, La grande abbuffata - 1973, Non toccare la donna bianca - 1974, L'ultima donna - 1976, Come sono buoni i bianchi! - 1988)
Alfred Hitchcock (Topaz - 1969)
Costa Gavras (Vagone - letto per assassini - 1965, Il 13° uomo - 1967)
Alain Resnais (La guerra è finita - 1966)
Claude Sautet (L'amante - 1970, Il commissario Pelissier - 1971, Tre amici, le mogli e (affettuosamente) le altre - 1974)
Claude Chabrol (Dieci incredibili giorni - 1971, L'amico di famiglia - Le nozze rosse - 1973)
Marco Bellocchio (Salto nel vuoto - 1980, Gli occhi, la bocca - 1982)
Louis Malle (Atlantic City U.S.A. - 1980, Milou a maggio - 1989)
Liliana Cavani (Oltre la porta - 1982)
Ettore Scola (Il mondo nuovo - 1982)
Claude Lelouch (Viva la vita - 1984, Tornare per rivivere - 1985)
Jacques Rivette (La bella scontrosa - 1991, La duchessa di Langeais - 2006)
Agnés Varda (Les créatures - 1966)
Vittorio De Seta (L'invitata - 1969)




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